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Mi dondola nel petto la voce
in corde e cordicine
dove appendo la vita
e le parti belle
le parti calde
A me figa dolsa
appesa alla bocca
da un suono
per poderla sonar
’ntun canto
che ogni volta se fa novo
e crea meraviglia
Meravilliosa me son data
dondolandome dondolando
la fica nella voce
che mi è risuonata
come canto d’amore
Sentirme cussì femmena
suono ’ntel corpo
Un verticale
che possa ancora
che possa io
essere succo umido che goccia
gocciolina fremente
di desiderio e profumo
di pelle nuova
Mi dono inconsciamente
senza troppo pensare
per un pensiero più intimo
e profondo
Io sono fonda
per gemmazione e lucentezza
in cristalli
e oscurità
Oh i miei cristalli
le mie lucine che ho dentro
e mi danno tepore
che mi scintilla l’occhio
e il seno si scopre
per mantenersi fresco
Si scopre da solo
ed io sono un mondo
in evoluzione
Cerco sulla mia pelle
la nudità e lo splendore
Poco per volta
E poca per volta mi tocco
ed ho pudore
Ah come mi è amico e nemico
il pudore
Mi rende soffice
e poi mi chiude
E non mi spremo
pudica non mi spremo
Ma non mi arrendo
e lavoro sulla vanità
per renderla preziosa
de a me aqua più densa
del tremor più intimo
ché aperta
mi rivolgo al mondo
con volto di luce
Sono una favola
e mi racconto
una favola vera
ecco son mi
sono io sono bella
Così mi posso mostrare
al mondo e nominarme
col me nome
e la mia essenza
Dondolandome
sono fiore
in splendore e nudità
Oh come mi corrono
le manine sulla pelle
a creare le goccioline
dove la pelle si fa lembo
densità umorale
e suono fondo
Lì ho la mia voce più viva
i miei silenzi più caldi
e mi bagno
dondolandomi me bagno
Di goccioline e desiderio
mi bagno
di sogni
che non sono sogni
ma lucentezza
Luce fonda del corpo
Ora che il corpo mi è scintilla
e la voce mi va in canto
sono fessura vocale
di sopra e di sotto
e in mezzo
vibrano le cordicine
dondolanti chiamano
Dondolandome
la fica nella voce
canto al mondo
la densità che goccia
La caduta
e lo schianto
È coscienza nuova
mio dolore
è cultura nuova
questa de l’istinto
e me sento
più libera più serena
dentro la pelle
Me vardo e me vedo
cussì libera e serena
anche sopra la pelle
Ora posso cantare
della vita e dell’amore
e del dolore che porta
la pelle quando tira
e non ha lembo
Ora posso cantar
meravilliosa de l’amor
e orgogliosa
della mia mollezza
che sgorga e sgiossa
in sangue in latte
in aqua dolsa |