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La rassegna avrà inizio sabato 25 novembre
alle ore 21 con la proiezione del documentario Sini & Roy
scritto e diretto da Claudine Tissier e Fabio Campo, prodotto
da Exzema quest’anno. A seguire, piccolo rinfresco indiano e
proiezioni/anticipazioni di clip video. Vogliamo proporre una situazione molto
informale, in orario pre-disco, per avvicinarci alla cultura
di questo grande paese, con la possibilità di gustarne alcuni
sapori e soprattutto addentrarci, con l’aiuto di Claudine e
Fabio, nella complessità e nella grandiosità del cinema di
Bollywood che nel nostro paese è assolutamente sconosciuto.
In questa situazione informale sarà possibile entrare in un
linguaggio cinematografico solo in apparenza ingenuo e kitsch
e, perché no, danzare sulle musiche delle travolgenti colonne
sonore da cui scaturiscono coreografie spettacolari in cui
sono impegnate, talvolta, centinaia di danzatori. Si può dire
che l’India è il paese del cinema. In effetti, dalla sua
nascita, la settima arte ha generato in India una vera
passione. La prima proiezione è avvenuta a Bombay nel lontano
1896, poco dopo quella di Parigi. Da allora l’India è
diventata il primo produttore mondiale di film con tre grandi
centri: Bombay (film in hindi), Calcutta (film in bengali) e
Madras (film in tamil). Inoltre vanno aggiunti i film nelle
altre lingue regionali (urdu, telugu, malayalam, ecc.).
L’India produce tra 800 e 900 film all’anno, tre volte più che
negli Stati Uniti. Sembra che solo a Bombay vi siano più di
diecimila attori. I film “Bollywood” sono produzioni indiane
ispirate agli studi hollywoodiani e speziati alla salsa
locale, il masala. Da alcuni anni cominciano ad avere un
discreto successo anche in Occidente, dove gli stereotipi e
l’estetica kitsch sorprendono e seducono. |